giovedì 19 marzo 2009
FIDO INVECCHIA
Vedere il nostro compagno di giochi, guardiano o cane da salotto invecchiare è una cosa molto triste, ma fa parte della vita.
Gli anni passano veloci, e noi ci accorgiamo che il nostro cucciolo non è più tale, solo quando si modificano nettamente tanti suoi comportamenti.
Ho una cagnolina, di dodici anni e mezzo; già da un paio di anni ha perso tanta della sua vitalità, mi sono documentata ed ho cambiato alcune cose, per assecondare al meglio la sua vecchiaia.
Il cane anziano, per certi aspetti è un "ingombro", ma bisogna ricordarsi di tutta la gioia che ci ha dato per anni e saperlo ricompensare.
I segnali dell'invecchiamento sono tanti... passano ore ed ore accucciati in qualche posto tranquillo della casa a sonnecchiare, diventano più lenti in qualsiasi cosa facciano, il pelo inizia ad imbruttirsi, non digeriscono più alcuni alimenti... diventano incontinenti.
Più il cane invecchia, più va incontro alle malattie tipiche della sua razza.
Possono infatti verificarsi disturbi visivi (ad esempio problemi di cataratta), uditivi (otite cronica, sordità), motori (semiparalizzazione degli arti posteriori), cardiologici (soffi al cuore) e tanti altri.
Un'altra patologia diffusa, causata dall'invecchiamento cerebrale è detta "sindrome confusionale", in cui vediamo il nostro cane "smarrito"... potrebbe non riconoscere più i suoi spazi, i suoi padroni, non trovare la sua cuccia o l'uscio di casa; si può svegliare nel cuore della notte per giocare o per uscire, è un vero e proprio sfasamento dei ritmi biologici.
Non scrivo per scoraggiarvi, ma al contrario per spronarvi a documentarvi su come potrete essergli utili.
E' opportuno consultare un veterinario e farvi dare i consigli giusti a seguito di una visita completa.
Consigli comuni a tutte le razze ce ne sono tanti...
Siate sempre aggiornati con le vaccinazioni, iniziate ad aumentare nei pasti le verdure a scapito della carne, evitate gli spuntini "extrapasto" (soprattutto i dolci!) e riducete i bagni a mano a mano che l'età aumenta; dopo l'ottavo anno di età evitate di far accoppiare il vostro cane.
Mantenetelo in costante esercizio fisico, anche quando lui non vorrebbe muoversi, spronatelo a giocare o fatelo uscire più volte al giorno.
Se il cane diventa sordo, per farvi capire potrete usare il linguaggio dei gesti, magari accarezzandolo per destare la sua attenzione.
Anche il fattore psicologico è molto importante per aiutare il cane durante la sua "nuova fase"...
Cercate di non rimproverarlo o punirlo eccessivamente per errori commessi (pensate a lui come un dolce e tenero vecchietto): non sto dicendo di dargliele tutte vinte, ma di essere un pò più tolleranti e di saper valutare le situazioni.
Se adottate un nuovo cucciolo poi, non fatelo sentire assolutamente messo da parte, la sua condizione di debolezza potrebbe farlo sentire emarginato e privo d'affetto.
Il cane anziano va seguito più di un cane adulto.
Con queste ed altre piccole regolette quotidiane, potrete fargli solo del bene... è un grande e vecchio amico, se lo merita, no?
Pubblicato da MysteryMoon alle 05:27 0 commenti
Etichette: Fido invecchia
FIDO SI RIPRODUCE
La gravidanza
La gravidanza nella stragrande maggioranza dei casi è un evento del tutto naturale e ben sopportato da una cagna in buone condizioni di salute.
L'unica cosa di cui dovrete preoccuparvi è quella di trovare un posto tranquillo e pulito dove la cagna possa partorire in santa pace. La conferma di una gravidanza in atto viene dopo il trentesimo giorno dalla fecondazione e in questa fase, fatta eccezione per un miglioramento qualitativo dell' alimentazione, non è prevista alcuna cura particolare. Certo, se invece di portarla una sola volta a fare la solita passeggiata quotidiana, la portate fuori anche una seconda volta,...male non le fa!
E ritornando al posto tranquillo dove poter partorire, diciamo che deve essere sufficientemente spazioso per poter accogliere tutta la futura famiglia e considerando che la cagna quando allatta si posiziona completamente distesa. Quindi premuratevi che la cuccia sia sufficientemente lunga. Da metà gravidanza in poi sono necessarie due accortezze:
1) sverminare la cagna con un prodotto delicato
2) arricchire il cibo con integratori minerali e vitaminici.
La falsa gravidanza
La falsa gravidanza o "gravidanza isterica", presente in tutti i cani. Causata probabilmente da fattori ormonali, ricorda ed imita perfettamente la gravidanza vera e propria. Normalmente compare dai 50/80 giorni dall' ultimo estro e oltre a tutti i sintomi tipici (vomito, fame, sete, ingrossamento della pancia) determina anche la comparsa del latte e la conseguente mastite.
Il parto
Una volta giunti in prossimità dell'evento sarà bene togliere cuscini e stracci dalla cuccia o cassetta in quanto potrebbero aggrovigliarsi e soffocare i neonati, oltre ad impregnarsi di liquido amniotico. Se la cagna è prossima al parto manifesta alcuni segnali quali raspare il terreno, diminuzione dell'appetito, vomito e agitazione. La temperatura scende dai normali 38,5°C fino ai 37°C. Nel momento del parto è bene lasciare tranquilla la cagna in quanto potrebbe distrarsi e dimenticare che deve partorire. Dopo alcune contrazioni, fuoriesce il primo cucciolo ancora avvolto nel sacco. Istintivamente la cagna libererà il cucciolo dal sacco in cui è cresciuto rompendone con i denti la debole parete, reciderà il cordone ombelicale ed ingoierà la placenta. Questa ultima ha grande importanza per la produzione del latte. Uno dopo l'altro i cuccioli nasceranno e alla fine tutto verrà leccato e ripulito dalla neo-mamma. Dell' avvenuto parto rimarrà solo una macchia umida con delle deboli tracce di sangue. I neonati, ripuliti e asciugati, saranno già in postazione, uno accanto all' altro, impegnati a succhiare il latte.
Ovviamente possono esserci delle situazioni anomale in cui non tutto procede per il meglio e per esempio potrebbe accadere che la madre non si prenda cura dei figli ed allora tutte le operazioni svolte dalla madre dovranno essere eseguite dalla persona che assiste al parto. Tagliare con delle forbici disinfettate il cordone ombelicale a 2-3 cm di distanza dal ventre e legarlo con del filo. Prendere il cucciolo e tenerlo a testa in giù scuotendolo per dare inizio alla respirazione e se questa tardasse ad arrivare immergendo il neonato in acqua calda a 40-41°C, strofinandolo sul ventre o praticandogli la respirazione artificiale (contrarre la cassa toracica e rilasciarla in maniera ciclica ).
Un parto in condizioni normali dura dalle tre alle quattro ore ma potrebbe accadere che la mancata espulsione di alcuni cuccioli allunghi questi tempi in maniera intollerabile. In questo caso, previo consulto con il vostro veterinario, sarà bene iniettare l'ormone postipofisario per risvegliare le contrazioni. Il taglio cesareo, anche se non auspicabile, rimane comunque l'ultimo, facile e sicuro, baluardo alla riuscita dell'evento.
Una volta terminato il parto stendete sulla cuccia un tappetino e lasciate tranquilla la cagna evitandole quella interminabile teoria di vicini ed amici curiosi dell'evento.
Nella prima settimana post-parto l'alimentazione della cagna non va forzata, anzi è preferibile ridurla leggermente per non provocare un eccesso di latte che potrebbe nuocere ai piccoli. Occorre invece, e da subito, arricchire il pasto di un complesso vitaminico calcio-fosforo, reperibile in commercio, nelle dosi consigliate.Tutti i cani di taglia piccola, sono facilmente soggetti ai pericoli dell' eclampsia e pertanto, ripetiamo, è consigliato integrare la dieta della cagna con vitamina calcio fissatrice (D3), sali di calcio e di oligoelementi minerali.
Pubblicato da MysteryMoon alle 05:15 0 commenti
Etichette: Fido si riproduce
IN VIAGGIO
Norme e comportamenti da tenere in viaggio con il proprio animale e utili informazioni.
AEREO
Ogni Compagnia aerea ha le sue regole. Generalmente se si tratta di cani di piccola taglia (inferiore ai 10 Kg di peso) o gatti è possibile portarli con se in cabina in apposite gabbiette. Per ogni volo è consentito un solo cane o gatto in cabina.
Alcune Compagnie (ad esempio la Varig brasiliana) richiedono che la gabbia di trasporto abbia determinate dimensioni. L' Alitalia permette gabbie standard. Il comandante dell'aereo, con il consenso degli altri passeggeri, può permettere che lâanimale esca dalla gabbia durante il volo.
I cani di media o grande taglia viaggiano nella stiva pressurizzata in gabbie rinforzate che si acquistano presso negozi specializzati. Alcune Compagnie aeree, come la British Airways, garantiscono l'assistenza di personale specializzato ed in molti aeroporti sono previsti centri di assistenza e ristoro per gli animali durante gli scali.
I cani guida per non vedenti possono viaggiare con il proprietario purché muniti di museruola.
Costo del biglietto : per i voli nazionali è 30.000 lire sia che viaggino in cabina (piccola taglia) sia che viaggino nella stiva (grande o media taglia). Per i voli internazionali il costo del biglietto dipende dal peso del cane (che viene pesato con t utta la gabbia).
TRENO
Per quanto riguarda i treni Eurostar è possibile viaggiare solo con cani o gatti di piccola taglia, definiti da grembo, provvisti di guinzaglio e museruola.
Costo del biglietto : equivalente al 60% di un biglietto di seconda classe.
I cani per non vedenti viaggiano in qualunque treno e classe gratuitamente.
Nel caso di viaggio in Wagon Lit o cuccetta è permesso portare un cane o un gatto se si occupa per intero lo scompartimento.
Costo del biglietto: 60% del biglietto di seconda classe più 70.000 lire per la disinfestazione dello scompartimento.
NAVI E TRAGHETTI
Sulle navi da crociera non sono ammessi cani di media o grossa taglia e solo eccezionalmente quelli di taglia molto piccola.
Sui traghetti i cani sono ammessi con guinzaglio e museruola ed i gatti nel trasportino.
I cani di piccola taglia possono stare in cabina con i padroni se la cabina non è occupata da altre persone o, comunque, se il cane o gatto è ben accetto dagli altri passeggeri. Il cane di taglia media o grande, invece, di regola dovrebbe essere sistemato in un apposito "canile di bordo" sul ponte superiore, ma generalmente, se provvisto di guinzaglio e museruola, viene lasciato viaggiare con il proprio padrone sul ponte. Nel caso specifico dei traghetti diretti verso la Sardegna, la Sardinia Ferries sembra essere l'unica compagnia a permettere il trasporto di cani senza distinzione di taglia, e senza restrizione alla cabina. Gli animali sono infatti ammessi in tutti i locali della nave, escluso il solo ristorante.
Costo del biglietto: per cani e gatti è quello di un biglietto ridotto. Alcune compagnie, come per esempio la Tirrenia, richiedono per il cane il certificato di buona salute del veterinario ed in particolare, nel caso di trasferimento in Sardegna, è richiesta lâantirabbica.
AUTOBUS & METROPOLITANA - TRENINI
L'accesso ai cani è consentito nella parte posteriore degli autobus e nel primo o ultimo vagone di trenini e metropolitana , naturalmente con guinzaglio e museruola. Non sono ammessi più di due cani a vettura.
Costo del biglietto: per il cane o gatto deve essere pagato il biglietto a normale tariffa urbana o extraurbana.
AUTOMOBILE
Se si viaggia in macchina i problemi legati al mezzo di trasporto sono minori, ma è comunque bene prendere alcune precauzioni. In Italia il codice della strada (art. 169) permette di portare liberamente in auto un cane o un gatto, purché non costituisca pericolo o impedimento per chi guida. E' comunque consigliabile, e se ci si reca all'estero è generalmente obbligatorio, che il cane alloggi nella parte posteriore dell'abitacolo, separato dal guidatore mediante una rete. Anche per quanto riguarda il gatto è sconsigliabile lasciarlo libero di circolare nell'auto per questioni di sicurezza. Per evitare disagi è consigliabile dare da mangiare al cane o al gatto otto ore prima della partenza e prevedere soste per consentire all'animale di bere, sgranchirsi, e fare i propri bisogni.
Da evitare che il cane viaggi con la testa fuori dal finestrino perché i colpi d'aria possono provocare otiti e congiuntiviti.
Non lasciare mai l'animale durante il periodo estivo nellâauto in sosta: il cane non essendo in grado di sudare non ha modo di raffreddare il proprio organismo ed è soggetto a colpi di calore che possono essere fatali.
PASSAPORTO PER CANI E GATTI EUROPEI
Presto i nostri amici quattrozampe dovranno munirsi di un passaporto tutto
per loro con il quale potranno viaggiare liberamente in tutti i paesi
dell'Unione Europea. Lo ha prescritto il Parlamento europeo, modificando le
direttive precedenti e realizzando un apposito regolamento che pubblichiamo
integralmente.
Regolamento del 10 aprile 2003 del Parlamento europeo e del Consiglio
relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a
carattere non commerciale di animali da compagnia e che modifica la
direttiva 92/65/CEE del Consiglio, PE-CONS 3610/03
Il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea, visto il trattato
che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37 e l'
articolo 152, paragrafo 4, lettera b), vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, previa
consultazione del Comitato delle regioni, deliberando secondo la procedura
di cui all'articolo 251 del trattato, visto il progetto comune approvato dal
comitato di conciliazione il 18 febbraio 2003, considerando quanto segue:
(1) È necessario armonizzare le condizioni di polizia sanitaria applicabili
ai movimenti, privi di qualsiasi carattere commerciale, di animali da
compagnia tra gli Stati membri e in provenienza da paesi terzi e soltanto
misure adottate a livello comunitario possono consentire di realizzare tale
obiettivo.
(2) Il presente regolamento si applica ai movimenti di animali vivi di cui
all'allegato I del trattato. Alcune disposizioni, in particolare quelle
relative alla rabbia, hanno il diretto obiettivo di proteggere la salute
pubblica, mentre altre riguardano esclusivamente la salute degli animali. L'
articolo 37 e l'articolo 152, paragrafo 4, lettera b) del trattato
costituiscono pertanto la base giuridica adeguata.
(3) Nell'ultimo decennio la situazione sanitaria in materia di rabbia è
straordinariamente migliorata sulla totalità del territorio comunitario,
grazie all'attuazione di programmi di vaccinazione orale delle volpi nelle
regioni colpite dall'epidemia di rabbia della volpe che ha imperversato nell
'Europa nordorientale a partire dagli anni '60.
(4) Ciò ha indotto il Regno Unito e la Svezia ad abbandonare il sistema
della quarantena semestrale in vigore da alcuni decenni e ad adottare un
sistema alternativo meno vincolante e con un grado di sicurezza equivalente.
È pertanto opportuno prevedere, a livello comunitario, l'applicazione di un
regime specifico per i movimenti di animali da compagnia verso i suddetti
Stati membri per un periodo transitorio di cinque anni e che la Commissione,
alla luce dell'esperienza acquisita e del parere scientifico dell'autorità
europea per la sicurezza alimentare, presenti per tempo una relazione
corredata delle opportune proposte. È altresì opportuno prevedere una
procedura rapida per decidere la proroga temporanea del regime transitorio
di cui sopra, in particolare se la valutazione scientifica dell'esperienza
acquisita dovesse richiedere tempi più lunghi di quelli che si possono
prevedere ora.
(5) La maggior parte dei casi di rabbia osservati in animali carnivori da
compagnia sul territorio della Comunità riguarda ormai animali originari di
paesi terzi nei quali la rabbia continua ad essere endemica nelle città. È
quindi opportuno rendere più rigorose le condizioni di polizia sanitaria
finora generalmente applicate dagli Stati membri all'introduzione di animali
carnivori da compagnia provenienti da tali paesi terzi.
(6) Tuttavia, è opportuno prevedere deroghe per i movimenti in provenienza
da paesi terzi che, dal punto di vista sanitario, appartengono alla medesima
area geografica cui appartiene la Comunità.
(7) L'articolo 299, paragrafo 6, lettera c) del trattato e il regolamento
(CEE) n. 706/73 del Consiglio, del 12 marzo 1973, relativo alla
regolamentazione comunitaria applicabile alle Isole normanne e all'isola di
Man per quanto concerne gli scambi di prodotti agricoli, prevedono che la
legislazione veterinaria comunitaria si applichi alle Isole normanne e
all'isola di Man, che pertanto fanno parte del Regno Unito ai fini del
presente regolamento.
(8) È altresì opportuno definire il quadro normativo delle condizioni
sanitarie applicabili ai movimenti non commerciali di specie animali non
esposte alla rabbia o epidemiologicamente non significative per quanto
riguarda tale malattia, nonché per altre affezioni cui sono sensibili le
specie di animali di cui all'allegato 1.
(9) É opportuno che il presente regolamento sia applicato fatto salvo il
regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996, relativo alla
protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il
controllo del loro commercio.
(10) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono
adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999,
recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite
alla Commissione.
(11) Le disposizioni comunitarie esistenti in materia di polizia sanitaria e
più in particolare la direttiva 92/65/CEE del Consiglio, del 13 luglio 1992,
che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella
Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non soggetti, per quanto
riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie
specifiche di cui all'allegato A, sezione I, della direttiva 90/425/CEE, si
applicano generalmente soltanto agli scambi di natura commerciale. Al fine
di evitare che movimenti commerciali siano dissimulati fraudolentemente come
movimenti non commerciali di animali da compagnia ai sensi del presente
regolamento, è opportuno modificare le disposizioni della direttiva
92/65/CEE relative ai movimenti degli animali delle specie indicate nelle
parti A e B dell'allegato I, allo scopo di garantirne l'uniformazione con le
disposizioni del presente regolamento. É opportuno altresì prevedere la
possibilità di fissare il numero massimo di animali che possono essere
oggetto di un movimento ai sensi del presente regolamento oltre il quale si
applicano le norme relative agli scambi.
(12) Le misure di cui al presente regolamento intendono garantire un livello
di sicurezza sufficiente per i rischi sanitari considerati. Non
costituiscono ostacoli ingiustificati ai movimenti che rientrano nel suo
ambito di applicazione in quanto sono basate sulle conclusioni dei gruppi di
esperti consultati in merito, in particolare sulla relazione del
Comitato scientifico veterinario del 16 settembre 1997,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Capitolo I
Disposizioni generali
Articolo 1
Il presente regolamento fissa le condizioni di polizia sanitaria applicabili
ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia, nonché le
regole relative al controllo di tali movimenti.
Articolo 2
Il presente regolamento si applica ai movimenti tra Stati membri o in
provenienza da paesi terzi degli animali da compagnia delle specie elencate
nell'allegato I [1].
Esso si applica fatto salvo il regolamento (CE) n. 338/97.
Il presente regolamento lascia impregiudicate le disposizioni fondate su
considerazioni diverse da quelle di polizia sanitaria e volte a limitare i
movimenti di talune specie o razze di animali da compagnia.
Articolo 3
Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) "animali da compagnia": gli animali delle specie elencate nell'allegato I
accompagnati dal loro proprietario o da una persona fisica che ne assume la
responsabilità per conto del proprietario durante il movimento e non
destinati alla vendita o al trasferimento di proprietà;
b) "passaporto": qualsiasi documento che consenta di identificare
chiaramente l'animale da compagnia e che contenga le indicazioni che
permettono di accertarne lo status in relazione al presente regolamento,
documento che deve essere elaborato a norma dell'articolo 17, secondo comma;
c) "movimento": qualsiasi spostamento di un animale da compagnia tra Stati
membri, la sua introduzione o la sua reintroduzione nel territorio della
Comunità in provenienza da un paese terzo.
Articolo 4
1. Durante un periodo transitorio di otto anni a decorrere dall'entrata in
vigore del presente regolamento gli animali delle specie di cui all'allegato
I, parti A e B, si considerano identificati se dotati:
a) di un tatuaggio chiaramente leggibile, oppure
b) di un sistema elettronico di identificazione (trasponditore).
Nel caso di cui al primo comma, lettera b), se il trasponditore non è
conforme alla norma ISO 11784 o all'allegato A della norma ISO 11785, il
proprietario o la persona fisica che assume la responsabilità degli animali
da compagnia per conto del proprietario deve, in occasione di qualsiasi
controllo, fornire i mezzi necessari per la lettura del trasponditore.
2. Qualsiasi sistema di identificazione dell'animale deve essere
accompagnato dall'indicazione dei dati che consentono di risalire al nome e
all'indirizzo del proprietario dell'animale.
3. Gli Stati membri i quali richiedono che gli animali introdotti nel loro
territorio senza essere sottoposti a quarantena siano identificati a norma
del paragrafo 1, primo comma, lettera b), possono continuare a farlo durante
il periodo transitorio.
4. Dopo il periodo transitorio, solo il metodo di cui al paragrafo 1, primo
comma, lettera b) è accettato quale mezzo di identificazione di un animale.
Capitolo II
Disposizioni relative ai movimenti tra Stati membri
Articolo 5
1. In occasione dei loro movimenti gli animali da compagnia delle specie di
cui all'allegato I, parti A e B, devono, fatti salvi i requisiti previsti
all'articolo 6:
a) essere identificati a norma dell'articolo 4, e
b) essere muniti di un passaporto rilasciato da un veterinario abilitato
dall'autorità competente, attestante l'esecuzione di una vaccinazione o, se
del caso, di una nuova vaccinazione antirabbica in corso di validità
conformemente alle raccomandazioni del laboratorio di fabbricazione,
realizzata sull'animale in questione con un vaccino inattivato di almeno un'
unità antigenica per dose (norma OMS).
2. Gli Stati membri possono autorizzare i movimenti degli animali di cui all
'allegato I, parti A e B, di meno di tre mesi, non vaccinati, purché siano
muniti di un passaporto e abbiano soggiornato dalla nascita nel luogo in cui
sono nati, senza entrare in contatto con animali selvatici che possono
essere stati esposti ad infezione o purché siano accompagnati dalla madre da
cui sono ancora dipendenti.
Articolo 6
1. Per un periodo transitorio di cinque anni a decorrere dall'entrata in
vigore del presente regolamento, l'introduzione degli animali da compagnia
di cui all'allegato I, parte A nel territorio dell'Irlanda, della Svezia e
del Regno Unito è subordinata all'osservanza dei seguenti requisiti:
- devono essere identificati a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, primo
comma, lettera b), a meno che lo Stato membro di destinazione autorizzi
anche l'identificazione a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, primo comma,
lettera a), e
- devono essere muniti di un passaporto, rilasciato da un veterinario
abilitato dall'autorità competente, attestante, oltre al soddisfacimento dei
requisiti di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera b), l'esecuzione di
una titolazione di anticorpi neutralizzanti pari ad almeno 0,5 UI/ml
effettuata in un laboratorio riconosciuto su un campione prelevato entro i
termini fissati dalle norme nazionali in vigore alla data di cui
all'articolo 25, secondo comma.
Tale titolazione di anticorpi non dev'essere rinnovata su animali che, dopo
la titolazione, siano stati regolarmente rivaccinati agli intervalli
previsti all'articolo 5, paragrafo 1, senza interruzione del protocollo di
vaccinazione prescritto dal laboratorio fabbricante.
Lo Stato membro di destinazione può esonerare i movimenti degli animali da
compagnia tra i suddetti tre Stati membri dalle condizioni di vaccinazione e
di titolazione di anticorpi di cui al primo comma del presente paragrafo
conformemente alle norme nazionali in vigore alla data di cui all'articolo
25, secondo comma.
2. Salvo deroga concessa dall'autorità competente per tener conto di casi
specifici, gli animali di meno di tre mesi delle specie di cui all'allegato
I, parte A, non possono formare oggetto di movimento prima di aver raggiunto
l'età richiesta per la vaccinazione e di essere stati sottoposti, ove
previsto dalle disposizioni, ad un test volto a determinare la titolazione
degli anticorpi.
3. Il periodo transitorio previsto al paragrafo 1 può essere prorogato dal
Parlamento europeo e dal Consiglio che deliberano su proposta della
Commissione, in conformità del Trattato.
Articolo 7
I movimenti tra Stati membri o provenienti da un territorio di cui all'
allegato II [2], parte B, sezione 2, di animali delle specie di cui all'
allegato I, parte C, non sono soggetti ad alcuna condizione per quanto
riguarda la rabbia. Se necessario, condizioni particolari, compresa
un'eventuale limitazione del numero di animali, e un modello di certificato
di cui devono essere muniti i suddetti animali possono essere definiti per
altre malattie secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.
Capitolo III
Disposizioni relative ai movimenti provenienti da paesi terzi
Articolo 8
1. Gli animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I, parti A e B,
devono, in occasione di un movimento:
a) quando provengono da un paese terzo di cui all'allegato II, parte B,
sezione 2 e parte C, e sono introdotti:
i) in uno degli Stati membri di cui all'allegato II, parte B, sezione 1,
soddisfare i requisiti di cui all'articolo 5, paragrafo 1,
ii) in uno degli Stati membri di cui all'allegato II, parte A, direttamente
o dopo il transito in uno dei territori di cui all'allegato II, parte B,
soddisfare i requisiti di cui all'articolo 6;
b) quando provengono da un altro paese terzo e sono introdotti:
i) in uno degli Stati membri di cui all'allegato II, parte B, sezione 1:
- essere identificati mediante il sistema di identificazione definito all'
articolo 4, e
- aver formato oggetto:
=di una vaccinazione antirabbica conforme al disposto dell'articolo 5 e
=di una titolazione di anticorpi neutralizzanti pari ad almeno 0,5 Ul/ml
effettuata su un campione prelevato da un veterinario abilitato almeno
trenta giorni dopo la vaccinazione e tre mesi prima del movimento.
Non è necessario effettuare nuovamente la titolazione di anticorpi su un
animale da compagnia che formi oggetto di rivaccinazione agli intervalli
previsti all'articolo 5, paragrafo 1.
Tale termine di tre mesi non si applica in caso di reintroduzione di un
animale da compagnia il cui passaporto attesti che la titolazione è stata
effettuata con risultato positivo prima che il suddetto animale abbia
lasciato il territorio della Comunità;
ii) direttamente oppure previo transito in uno dei territori di cui
all'allegato II, parte B, in uno degli Stati membri di cui all'allegato II,
parte A, essere messi in quarantena, a meno che soddisfino le condizioni di
cui all'articolo 6 dopo la loro introduzione nella Comunità.
2. Gli animali da compagnia devono essere accompagnati da un certificato
rilasciato da un veterinario ufficiale oppure, in caso di reintroduzione, da
un passaporto che attesti l'osservanza delle disposizioni del paragrafo 1.
3. In deroga alle disposizioni precedenti:
a) gli animali da compagnia che provengono dai territori di cui all'allegato
II, parte B, sezione 2, per i quali è stato constatato secondo la procedura
di cui all'articolo 24, paragrafo 2, che tali territori applicano norme
almeno equivalenti alle norme comunitarie di cui al presente capitolo, sono
soggetti alle norme del capitolo II;
b) i movimenti di animali da compagnia rispettivamente tra San Marino, il
Vaticano e l'Italia, Monaco e la Francia, Andorra e la Francia o la Spagna,
la Norvegia e la Svezia possono continuare alle condizioni previste dalle
norme nazionali vigenti alla data di cui all'articolo 25, secondo comma;
c) secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2 e secondo
condizioni da determinare, l'introduzione di animali da compagnia di età
inferiore a tre mesi delle specie di cui all'allegato I, parte A, non
vaccinati, può essere autorizzata in provenienza da paesi terzi compresi
nell'elenco dell'allegato II, parti B e C, ove la situazione del paese
interessato in
materia di malattia della rabbia lo giustifichi.
4. Le modalità di applicazione del presente articolo e, in particolare, il
modello di certificato sono adottati secondo la procedura di cui
all'articolo 24 paragrafo 2.
Articolo 9
Le condizioni applicabili ai movimenti di animali delle specie di cui all'
allegato I, parte C, in provenienza da paesi terzi, nonché il modello di
certificato che deve scortare tali animali, sono fissati secondo la
procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.
Articolo 10
Prima della data di cui all'articolo 25, secondo comma, e secondo la
procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, è stabilito l'elenco dei
paesi terzi di cui all'allegato II, parte C. Per figurare in tale elenco, un
paese terzo deve comprovare preliminarmente il suo statuto per quanto
riguarda la malattia della rabbia e gli elementi seguenti:
a) obbligatorietà della notifica alle autorità del sospetto della malattia
della rabbia,
b) istituzione da almeno due anni di un sistema di sorveglianza efficace,
c) capacità della struttura e dell'organizzazione dei servizi veterinari di
garantire la validità dei certificati,
d) attuazione di tutte le misure regolamentari per la prevenzione e il
controllo della rabbia, comprese le norme concernenti le importazioni,
e) esistenza di una normativa per quanto riguarda l'immissione sul mercato
dei vaccini antirabbici (elenco dei vaccini autorizzati e dei laboratori).
Articolo 11
Gli Stati membri forniscono al pubblico informazioni chiare e facilmente
accessibili in merito ai requisiti sanitari relativi ai movimenti a
carattere non commerciale di animali da compagnia nel territorio comunitario
e in merito alle condizioni della loro introduzione oppure reintroduzione in
detto territorio. Essi garantiscono altresì che il personale ai posti di
frontiera sia pienamente informato di tale regolamentazione e in grado di
applicarla.
Articolo 12
Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché gli animali da
compagnia introdotti nel territorio comunitario in provenienza da un paese
terzo diverso dai paesi di cui all'allegato II, parte B, sezione 2 siano
sottoposti:
a) se il numero di animali da compagnia è inferiore o pari a cinque, ad un
controllo documentale e ad un controllo di identità da parte dell'autorità
competente del luogo di ingresso dei viaggiatori nel territorio comunitario;
b) se il numero di animali da compagnia è superiore a cinque, ai requisiti e
ai controlli della direttiva 92/65/CEE.
Gli Stati membri designano l'autorità responsabile di tali controlli e ne
informano immediatamente la Commissione.
Articolo 13
Ciascuno Stato membro stabilisce l'elenco dei luoghi di ingresso di cui all'
articolo 12 e lo trasmette agli altri Stati membri e alla Commissione.
Articolo 14
Per ogni movimento dell'animale il proprietario o la persona fisica che
assume la responsabilità dell'animale da compagnia deve presentare alle
autorità preposte ai controlli un passaporto o il certificato di cui
all'articolo 8, paragrafo 2, attestante la conformità dell'animale alle
condizioni previste per il movimento di cui trattasi.
In particolare, nel caso di cui all'articolo 4, paragrafo 1, primo comma,
lettera b), qualora il trasponditore non sia conforme alla norma ISO 11784 o
all'allegato A della norma ISO 11785, il proprietario o la persona fisica
che assume la responsabilità dell'animale da compagnia deve, ad ogni
controllo, fornire i mezzi necessari alla lettura del trasponditore.
Qualora da tali controlli risulti che l'animale non soddisfa i requisiti
previsti dal presente regolamento, l'autorità competente in consultazione co
n il veterinario ufficiale decide:
a) di rispedire l'animale verso il paese di origine, ovvero
b) di isolarlo sotto controllo ufficiale per la durata necessaria a
soddisfare i requisiti sanitari previsti, a spese del proprietario o della
persona fisica che ne assume la responsabilità, oppure
c) in ultima istanza, la soppressione dell'animale, senza compensazione
finanziaria, quando la sua rispedizione o l'isolamento in quarantena non
siano realizzabili.
Gli Stati membri devono controllare che gli animali, il cui ingresso nel
territorio della Comunità non è autorizzato, vengano alloggiati sotto
controllo ufficiale in attesa della loro rispedizione o di ogni altra
decisione amministrativa.
Capitolo IV
Disposizioni comuni e finali
Articolo 15
Per quanto riguarda la rabbia, se le condizioni applicabili a un movimento
prevedono una titolazione di anticorpi, il prelievo deve essere effettuato
da un veterinario abilitato e il test deve essere realizzato da un
laboratorio riconosciuto ai sensi della decisione 2000/258/CE del Consiglio,
del 20 marzo 2000, che designa un istituto specifico responsabile per la
fissazione dei criteri necessari alla standardizzazione dei test sierologici
di controllo dell'azione dei vaccini antirabbici.
Articolo 16
Durante un periodo transitorio di cinque anni a decorrere dall'entrata in
vigore del presente regolamento, gli Stati membri che dispongono di norme
specifiche di controllo dell'echinococcosi e delle zecche alla data di
entrata in vigore del presente regolamento possono subordinare l'
introduzione degli animali da compagnia nel loro territorio al rispetto dei
medesimi requisiti.
A tal fine essi trasmettono alla Commissione una relazione sulla situazione
della malattia di cui trattasi che giustifichi la necessità di una garanzia
supplementare per prevenire il rischio di penetrazione della malattia
stessa.
La Commissione informa gli Stati membri nell'ambito del comitato di cui all'
articolo 24 di dette garanzie complementari.
Articolo 17
Per i movimenti di animali delle specie di cui all'allegato I, parti A e B,
possono essere fissati, secondo la procedura di cui all'articolo 24,
paragrafo 2, requisiti di carattere tecnico diversi da quelli stabiliti dal
presente regolamento.
I modelli del passaporto di cui devono essere muniti gli animali delle
specie di cui all'allegato I, parti A e B, in occasione di un movimento sono
fissati secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.
Articolo 18
Si applicano le misure di salvaguardia previste dalle direttive 90/425/CEE
del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e
zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e
prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del
mercato interno, e 91/496/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, che fissa i
principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per gli
animali che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità
e che modifica le direttive 89/662/CEE, 90/425/CEE e 90/675/CEE.
In particolare, su richiesta di uno Stato membro o su iniziativa della
Commissione qualora la situazione relativa alla rabbia in uno Stato membro o
in un paese terzo lo giustifichi, può essere adottata una decisione, secondo
la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 3, affinché gli animali delle
specie di cui all'allegato I, parti A e B, in provenienza dal territorio in
questione soddisfino i requisiti previsti all'articolo 8, paragrafo 1,
lettera b).
Articolo 19
L'allegato I, parte C e l'allegato II, parti B e C possono essere modificati
secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, al fine di tenere
conto dell'evoluzione, sul territorio comunitario o nei paesi terzi, della
situazione relativa alle malattie delle specie di animali contemplate dal
presente regolamento, in particolare la rabbia, e di fissare ai fini del
presente regolamento, se necessario, un numero limite di animali che possono
formare oggetto di un movimento.
Articolo 20
Le disposizioni di applicazione di carattere tecnico sono adottate secondo
la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.
Articolo 21
Le eventuali disposizioni di applicazione transitorie possono essere
adottate secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, per
consentire il passaggio dal regime attuale a quello fissato dal presente
regolamento.
Articolo 22
La direttiva 92/65/CEE del Consiglio è modificata come segue:
1) All'articolo 10:
a) al paragrafo 1, il termine "furetto" è soppresso;
b) i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dal testo seguente:
"2. Per formare oggetto di scambi, i gatti, i cani e i furetti devono
soddisfare i requisiti di cui agli articoli 5 e 16 del regolamento (CE)
n. ./2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del ...., relativo alle
condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non
commerciale di animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE
del Consiglio.
Il certificato di cui devono essere muniti gli animali deve inoltre
attestare che un esame clinico è stato effettuato 24 ore prima della
spedizione da un veterinario abilitato dall'autorità competente, da cui
risulti che gli animali godono di buona salute e sono atti a sopportare il
trasporto fino alla destinazione.
3. In deroga al paragrafo 2, se gli scambi sono destinati all'Irlanda, al
Regno Unito o alla Svezia, i gatti, i cani e i furetti devono soddisfare i
requisiti di cui agli articoli 6 e 16 del regolamento (CE) n. ./2003.
Il certificato di cui devono essere muniti gli animali deve inoltre
attestare che un esame clinico è stato effettuato 24 ore prima della
spedizione da un veterinario abilitato dall'autorità competente, da cui
risulti che gli animali godono di buona salute e sono atti a sopportare il
trasporto fino alla destinazione.
c) al paragrafo 4, dopo il termine "carnivori" sono aggiunti i termini
seguenti:
"eccettuate le specie di cui ai paragrafi 2 e 3";
d) il paragrafo 8 è soppresso;
2) all'articolo 16 sono aggiunti i commi seguenti:
"Per quanto riguarda i gatti, i cani e i furetti, le condizioni di
importazione devono essere almeno equivalenti a quelle di cui al capitolo
III del regolamento (CE) n. ./2003.
Il certificato di cui devono essere muniti gli animali deve inoltre
attestare che un esame clinico è stato effettuato 24 ore prima della
spedizione da un veterinario abilitato dall'autorità competente, da cui
risulti che gli animali godono di buona salute e sono atti a sopportare il
trasporto fino alla destinazione."
Articolo 23
Anteriormente al 1° febbraio 2007 la Commissione, previo parere dell'
Autorità europea per la sicurezza alimentare sulla necessità di mantenere la
ricerca sierologica, sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio una
relazione fondata sull'esperienza acquisita e su una valutazione del
rischio, corredata di proposte appropriate per definire il regime da
applicare a decorrere dal 1° gennaio 2008 per gli articoli 6, 8 e 16.
Articolo 24
1. La Commissione è assistita da un comitato.
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano
gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle
disposizioni dell'articolo 8 della stessa.
Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è
fissato a tre mesi.
3. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano
gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle
disposizioni dell'articolo 8 della stessa.
Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è
fissato a quindici giorni.
4. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
Articolo 25
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Pubblicato da MysteryMoon alle 05:14 0 commenti
Etichette: In viaggio
L'IGIENE DENTALE

Spazzoliamo i nostri cani, li laviamo, li coccoliamo, ci giochiamo ma spesso ci dimentichiamo dei loro denti. I denti del cane sono un po’ come le mani per gli umani: servono per nutrirsi, per difendersi, per pulirsi e per giocare. E’ importante, quindi, non trascurare l’igiene dentale. Abituare il cane, fin da cucciolo, alla pulizia dei denti richiede un po’ di pazienza. All’inizio l’operazione potrà sembrare difficile, lasciate che il vostro cane annusi lo spazzolino, lo mordicchi un pochino, poi incominciate dai canini e/o dagli anteriori, in breve tempo il cane si abituerà e si lascerà lavare anche tutti gli altri denti.
Spazzolare i denti giornalmente con apposito spazzolino per cani aiuta a mantenere la bocca sana, ad eliminare i batteri e a contrastare la formazione del tartaro. Attenzione a non usare il dentifricio per umani, può essere estremamente nocivo per il cane perché può ingerirlo! I nostri amici a quattro zampe non sanno sputare né si può chiedere loro di sciacquarsi la bocca dopo la pulizia. Meglio usare spazzolino e acqua oppure comperare la pasta dentifricia specifica per animali.
Pubblicato da MysteryMoon alle 05:10 0 commenti
Etichette: l'igiene dentale
LA TOLETTATURA
La toelettatura dei cani
Per una buona igiene, soprattutto quando fido vive in casa con noi, le spazzolature e i bagni frequenti sono indispensabili. Consentono, infatti, di eliminare i peli morti e le impurità e stimolano la circolazione del sangue, a tutto beneficio della pelle.
Meglio quindi abituare il cane a queste attività fin da cucciolo. Di solito due o tre spazzolate alla settimana sono sufficienti, con maggiore intensità durante i periodi di muta. Se il cane è a pelo lungo è consigliabile sottoporlo a tosatura due o tre volte all'anno.
Alla fine di ogni passeggiata è buona norma controllare accuratamente le orecchie e le zampe del cane, soprattutto tra le dita: attaccate ai peli possono essere rimaste delle spighette che, una volta penetrate sottopelle, provocano infezioni e dolore.
Il bagno si rivela assolutamente necessario ogniqualvolta il cane è molto sporco, ricordando però che bagni troppo frequenti eliminano dalla pelle la pellicola lipidica protettiva, rendendo l'animale più vulnerabile alle malattie.
Il bagno andrà effettuato con uno shampoo specifico, al quale potremo far seguire un condizionatore o una lozione profumata. Dopo di che il cane va asciugato: potremo utilizzare un asciugamano specifico e il phon, facendo attenzione a tenerlo a giusta distanza per non bruciare il pelo.
Pubblicato da MysteryMoon alle 05:08 0 commenti
Etichette: La tolettatura
LA PAPPA
Qualche informazione in più sul cibo per cani:
Per crescere e mantenersi sano e attivo, il cane ha bisogno di un'alimentazione che contenga giuste proporzioni degli elementi nutritivi.
Il cane ha bisogno di:
Proteine, sono la materia prima dell' organismo del cane. In un pasto giornaliero è necessario che la percentuale di proteine d'origine animale somministrata al vostro animale si aggiri intorno al 20%.
Zuccheri , non tutti gli zuccheri vengono assimilati con facilità dal cane. In genere glucosio e saccarosio non danno nessun problema, ma non bisogna dimenticare che il cane ha grosse difficoltà a digerire il lattosio.
Grassi , i grassi vanno somministrati al cane nella giusta misura, stando attenti a non esagerare, in eccesso ma nemmeno in difetto. Nella dieta del cane i grassi non devono superare il 10%; gli eccessi non portano solo all'obesità, ma anche alla malattia ed alla vecchiaia precoce.
Vitamine , soprattutto quando sono cuccioli oppure in gravidanza o allattamento. L'organismo del cane non sintetizza tutte le vitamine, quindi alcune le deve assumere.
Minerali , in genere sono presenti in diversa quantità in tutti gli alimenti per cani. E' necessario somministrare con la dieta le giuste quantità, soprattutto nei cuccioli e nelle femmine in gravidanza.
Pubblicato da MysteryMoon alle 05:05 0 commenti
Etichette: la pappa
LA CUCCIA
Se si ha un cane e si ha la fortuna di avere uno spazio fuori casa (giardino o terrazza) dove possa vivere in libertà, è necessario creargli un habitat ideale dove possa opportunamente rifugiarsi. Bisogna insomma preparargli una cuccia. In commercio se ne trovano molte già pronte, dotate di tutti i comfort, ma può esser anche divertente costruirne una con le proprie mani. Vediamo come. Innanzitutto la cuccia deve essere in legno (molto più calda di quella in cemento) e con il tetto spiovente, in modo che la pioggia non ristagni. Il materiale adatto è il compensato multistrato o il truciolato o anche il tavolato di abete; deve essere spesso almeno un paio di centimetri sul tetto e sulle pareti, mentre il pavimento è consigliabile un po' più massiccio. Le dimensioni, ovviamente, devono essere proporzionate a quelle dell'animale e così pure la porta di ingresso. Tuttavia non bisogna esagerare. Il cane deve muoversi bene, ma non nuotare nello spazio: infatti, più la cuccia è ampia, meno calore si raccoglie.
Gli elementi che devono comporre la cuccia sono i seguenti: due pannelli per le pareti laterali, due per quella anteriore e quella posteriore, due per il tetto, un pannello più massiccio per il pavimento, due listoni alti 4-5 centimetri (che servono per tenere la cuccia sollevata dal pavimento) viti in ottone (non arrugginiscono) lunghe da 3 a 5 centimetri, angolari di ferro in metratura per rendere più robusta la struttura, cunei di legno per rafforzare il tetto. I pannelli possono essere acquistati già tagliati in misura presso uno dei molti supermercati del legno o falegname; oppure li si può tagliare in casa. I pannelli laterali devono essere rettangolari, quello anteriore e posteriore verticali con uno dei due lati corti tagliato a punta e con una apertura a U (per la porta) in uno solo dei due pannelli. Le due parti che compongono il tetto devono essere leggermente più grandi dei pannelli laterali, in modo che il tetto sporga di 5-10 centimetri, tutt'intorno così che la cuccia resti protetta dalle intemperie. Per impedire che l'acqua penetri all'interno, attraverso la giuntura del tetto, è opportuno incollare sui due pannelli un foglio di polietilene, dello spessore di mezzo centimetro circa. Una volta predisposte le varie parti della cuccia si procede alle giunzioni: i quattro pannelli che formano la struttura di base vanno collegati tra loro, e poi al pavimento, mediante viti di ottone. I due elementi del tetto vanno invece congiunti con un angolare di ferro fissato lungo la parte interna (sempre con delle viti) e con alcuni cunei incollati e avvitati. Il tetto così costruito può essere semplicemente appoggiato sopra la struttura poichè è abbastanza pesante per restare ben fisso nella sua sede. In questo modo è facile rimuoverlo per fare pulizia nella cuccia. Una cuccia piccola può essere realizzata, anzichè con tetto a capanna, con un tetto inclinato formato da un solo pannello; in questo caso le due pareti, posteriore e anteriore, anzichè tagliate a punta nella parte alta, vanno tagliate obliquamente. Questo tipo di tetto si può fissare alla cuccia sulla parte più bassa con una lunga cerniera e si può così aprire come il coperchio di una cassapanca.

Ultimata la costruzione si passa alla verniciatura; poichè la cuccia è destinata a restare all'aperto è bene verniciarla, sia dentro sia fuori, con tre-quattro mani di vernice impermeabilizzante o con smalto da legno. Per maggiore comodità le facce dei pannelli interne possono essere verniciate prima di assemblarli. Il tetto deve essere comunque verniciato a parte. Dopo questa operazione si consiglia di aspettare almeno due-tre settimane, prima di far entrare il cane nella cuccia, perchè l'odore della vernice potrebbe infastidirlo e fargli rifiutare la nuova abitazione. La cuccia va lavata energicamente con acqua e disinfettante (tipo lisoformio) almeno una volta all'anno e riverniciata ogni due. Con questi sistemi è garantita una lunga durata (a condizione, ovviamente, che si sia scelto un buon legname). Se il cane è infestato da parassiti (accade spesso durante il periodo estivo) è bene disinfestare la cuccia, spruzzandovi all'interno un apposito prodotto antizecche, ad azione molto energica (si acquista nei negozi specializzati).
Pubblicato da MysteryMoon alle 05:00 0 commenti
Etichette: la cuccia
SANO E BENVENUTO
ANNUALE Le cure che ogni
proprietario ha il dovere di rivolgere al proprio cane o gatto non si
esauriscono con la somministrazione di cibo ed affetto, ma implicano anche la
tutela e la salvaguardia della salute dell'animale. Nel corso di tutta una vita,
anche al più sano dei soggetti può accadere di dover somministrare una pastiglia
o uno sciroppo, fare
un'iniezione o semplicemente misurare la temperatura. Quindi dobbiamo essere in
grado di compiere piccole manualità sui nostri amici che fin dalla più tenera età
devono essere abituati ad accettare di buon grado questi piccoli interventi. La
fermezza, la pacatezza e la dolcezza sono il segreto per ottenere la più
completa collaborazione; così facendo ben
presto capiranno che questi piccoli gesti sono fatti nel loro interesse. Certe
nozioni di pronto soccorso possono rivelarsi utili anche nei confronti dei
poveri cani e gatti vandali che giornalmente sono vittime di incidenti e che
chiunque ami realmente gli animali non può non sentire l'impulso di aiutare.
Spesso l'intervento tempestivo può salvare la vita a
queste bestiole. A volte sono gli interventi effettuati immediatamente dopo
l'incidente ad essere determinanti per la risoluzione favorevole del trauma.
D'altra parte non bisogna essere interventisti a tutti i costi ma occorre agire
solo se si sa quello che si sta facendo e se si è guidati da regole che, benché
rudimentali e superficiali, seguono un preciso
procedimento logico e clinico. Non bisogna mai pensare di sostituirsi al
veterinario.L'intervento di pronto soccorso effettuato da un profano deve avere
solo lo scopo di migliorare le condizioni nell'attesa dell'intervento
specialistico del professionista.
ATTEGGIAMENTI CORRETTI DA TENERE IN OGNI SITUAZIONE DI EMERGENZA
- NON PERDERE LA CALMA E PRIMA DI MUOVERE L'ANIMALE PER TRASPORTARLO OSSERVATE
SE RESPIRA BENE, SE VI SONO EMORRAGIE E SE E' PRESENTE IL BATTITO CARDIACO;
- UN ANIMALE TRAUMATIZZATO PUO' AVERE REAZIONI INCONTROLLATE PER IL DOLORE E LA
PAURA, QUINDI AVVICINATELO LENTAMENTE PARLANDOGLI CON DOLCEZZA;
- CERCATE DI TENERE IL SOGGETTO FERMO E NON PERMETTETEGLI DI COMPIERE MOVIMENTI
BRUSCHI E VIOLENTI, SE NECESSARIO IMMOBILIZZATELO SEGUENDO I SUGGERIMENTI
SEGUENTI:
- DURANTE IL TRASPORTO DAL VETERINARIO SPOSTATE L'ANIMALE EVITANDO DI
SOLLECITARE E DI METTERE SOTTO TRAZIONE O TORSIONE LA COLONNA VERTEBRALE. E'
SEMPRE MEGLIO UTILIZZARE RUDIMENTALI BARELLE O SUPPORTI RIGIDI;
- NON SOMMINISTRATE RIMEDI CASALINGHI O FARMACI CONSIGLIATI
DA PARENTI O AMICI
PER "SENTITO DIRE";
- PRIMA DI UTILIZZARE QUALUNQUE MEDICINALE CONSIGLIATEVI TELEFONICAMENTE CON IL
VOSTRO VETERINARIO
O CON UN PRONTO SOCCORSO;
- IN CASO DI INCIDENTI O MALESSERI IMPROVVISI NON PERDETE TEMPO TENTANDO
IMPROBABILI RIMEDI CASERECCI O ASPETTANDO CHE "SI RISOLVA DA SOLA", MA RECATEVI
IMMEDIATAMENTE DAL VETERINARIO.
- IN CASO DI MALORI OSSERVATE ATTENTAMENTE L'ATTEGGIAMENTO DELL'ANIMALE IN MODO
DA ESSERE IN GRADO DI FORNIRE INFORMAZIONI IL PIU' PRECISE POSSIBILI DAL
VETERINARIO.
- SE L'ANIMALE HA AVUTO VOMITO O DIARREA MENTRE VI RECATE DAL VETERINARIO
PORTATENE UN CAMPIONE CON VOI: POTREBBE ESSERE UTILE PER LA DIAGNOSI.
COME
CONSERVARE LE FECI PER LE ANALISI?
Le feci prelevate da terra o dalla cassetta del gatto per l'effettuazione di un
esame paratossicologico devono essere conservate all'interno degli appositi
contenitori ben sigillati e posti in frigorifero o sul davanzale del balcone
durante la stagione invernale. Il campione dovrebbe essere consegnato entro le
24 ore.
COME AVVIENE
IL PRELIEVO DEL SANGUE?
Il prelievo di sangue venoso può essere effettuato solo dal veterinario. Il cane
o il gatto devono essere tenuti a digiuno nelle 12 ore precedenti il prelievo
che viene effettuato da una vena dell'arto interiore (cefalica), da una
dell'arto posteriore (femorale) o dalla vena giugulare del collo.
COME
SOMMINISTRARGLI UNO SCIROPPO?
Lo sciroppo ed i liquidi in genere vanno somministrati con estrema cautela. La
testa va mantenuta lievemente sollevata in modo da favorire la deglutizione. Se
l'animale comincia a divincolarsi o a tossire, interrompete la somministrazione
e lasciate che si riprenda.
COME FARGLI
INGOIARE UNA PILLOLA?
Il metodo migliore è quello di nascondere il prodotto all'interno di un boccone
di cibo molto saporito (prosciutto, formaggio, carne trita) che mascheri il
sapore. Molti soggetti, ed in particolare i gatti, scoprono il trucco e
rifiutano il boccone o sputano il medicinale: in questi casi si deve ricorrere
alla somministrazione forzata. Si deve afferrare il muso con decisione (facendo
attenzione a non procurare dolore per non rendere l'animale sospettoso ed
indurlo a rivoltarsi) infilando il pollice e l'indice della mano sinistra dietro
ai canini superiori e sollevare la testa: in questo modo la bocca si apre. A
questo punto si posa la pastiglia il più profondamente possibile nel cavo orale,
alla base della lingua e si mantiene chiusa la bocca per qualche secondo
massaggiando la gola per stimolare il riflesso della deglutizione. (vedi foto
sotto)
COME
SOMMINISTRARE UNA SUPPOSTA?
Nel caso in cui sia necessario occorre sollevare la coda e, una volta inserita
la supposta, riabbassarla immediatamente, tenendola schiacciata contro
l'apertura anale in modo da impedire che la espella. Questa posizione va
mantenuta per circa 3 minuti.
COME
PRATICARE UN' INIEZIONE SOTTOCUTANEA?
Dopo aver preparato la siringa contenente il farmaco da iniettare e del cotone
imbevuto di disinfettante si deve avvicinare l'animale con calma parlandogli e
rassicurandolo con dolcezza. Prima di utilizzare la siringa bisogna rivolgerla
verso l'alto e far uscire alcune gocce di prodotto per assicurarsi che l'ago sia
previo, cioè libero. La zona migliore dove effettuare le iniezioni sottocutanee
è il costato: basta sollevare con le dita un"pizzicotto" di cute e, dopo averla
disinfettata, infilarvi l'ago parallelamente al terreno ed iniettare il farmaco.
Terminare con un massaggio. (vedi foto sotto)
COME
PRATICARE UN' INIEZIONE INTRAMUSCOLARE?
L'esecuzione dell'iniezione intramuscolare non è così semplice e scevra da
pericoli come quella sottocutanea. Si deve praticare questo tipo di intervento
nella parte posteriore della coscia, a metà altezza fra il bacino ed il
ginocchio ove vi sono delle grandi masse muscolari. Si prepara la siringa con il
farmaco ed il cotone con il disinfettante. Tenere il cane o il gatto fermi
preferibilmente in posizione sdraiata. Dopo aver accuratamente disinfettata la
parte si infila lentamente l'ago nella massa muscolare e si aspira leggermente
con lo stantuffo per assicurarsi di non essere penetrati accidentalmente in un
vaso sanguigno, segnalato dalla presenza di sangue all'interno della siringa.
Infine si inietta il prodotto, si estrae l'ago e con il cotone si pratica un
leggero massaggio sulla parte. (vedi foto sotto)
COME MISURARGLI LA
FEBBRE?
Nei cani e nei gatti adulti la temperatura corporea normale è di circa
38-38,2°C, mentre nei cuccioli è di circa
38,5-38,8°C. La temperatura va misurata
preferibilmente al mattino o alla sera, lontano dai pasti e non immediatamente
dopo una corsa o una passeggiata, al mattino di solito è più bassa che non alla
sera. Il rilievo termometrico viene effettuato per via rettale mediante
l'utilizzo di termometri prismatici per bambini. Prima di utilizzare il
termometro è opportuno lubrificarlo con olio di vaselina, al limite quello
d'oliva. Si deve sollevare la coda ed infilare il termometro nell'apertura anale
avendo l'accortezza di tenerlo leggermente obliquo in modo che il bulbo sia a
contatto con la parete del retto. Tenerlo in posizione per circa un minuto,
estrarlo e leggere la temperatura.
COME ELIMINARE UN CORPO ESTRANEO DALLE ZAMPE?
Non è frequente che corpi estranei come sassolini, schegge di vetro o legno,
spine o spighe di graminacee si infliggano nelle zampe di gatti e cani causando
zoppicature e lesioni più o meno gravi. In particolare le spighe, i cosiddetti
forasacchi, una volta penetrate nella cute continuano a progredire dando luogo
alla formazione di tragitti fistolosi che, se non curati per tempo, si risolvono
solo con l'intervento chirurgico. Quando l'animale comincia a zoppicare o a non
appoggiare del tutto l'arto a terra occorre, innanzitutto esaminare
accuratamente la zampa colpita senza tralasciare gli spazi interdigitali:
l'unico segno visibile, il più delle volte, è un piccolo forellino o un
taglietto. Una volta individuata la
porta d'ingresso del corpo estraneo è possibile tentare di estrarlo schiacciando
i bordi della ferita aiutandosi con una pinzetta dopo aver tagliato il pelo
attorno alla zona. Nel caso in cui il tentativo vada a buon fine, una volta
terminata l'estrazione, è opportuno disinfettare la ferita con acqua ossigenata
ed applicare una pomata antibiotica per qualche giorno. In caso di insuccesso,
dopo aver applicato un bendaggio recarsi dal veterinario.
COME ELIMINARE UN CORPO ESTRANEO DALLA BOCCA?
Nella bocca dei cani e dei gatti è possibile ritrovare corpi estranei appuntiti
infissi nella mucosa o nel palato oppure spaghi o pezzi di elastico che si
arrotolano attorno alla base della lingua. Nei cani è più frequente il riscontro
di schegge d'osso o pezzi di legno provenienti dai legni lanciati per gioco dai
proprietari. Esaminate accuratamente la bocca
cominciando dalle labbra e dal vestibolo labiale e poi aprendo il cavo orale lo
si esamina attentamente osservando anche sotto la lingua. Individuato il corpo
estraneo rimuovetelo solo se l'operazione è possibile senza rischiare di
danneggiare ulteriormente la bocca dell'animale. Terminata l'operazione
controllate la ferita, e se le sue dimensioni vi
sembrano rilevanti, consultate il veterinario.
COME ELIMINARE UN CORPO ESTRANEO DALLE ORECCHIE?
Il riscontro di corpi estranei nel condotto auricolare è più frequente nei cani
con orecchie pendenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di spighe di
graminacee (forasacchi) che una volta entrate, a causa della loro particolare
conformazione, difficilmente vengono eliminate dal cane mediante gli scuotimenti
della testa, ma tendono ad infiggersi sempre più profondamente fino ad arrivare
al timpano. La presenza di spighe all'interno del condotto uditivo causa molto
dolore e disagio, i cani si grattano l'orecchio colpito con insistenza emettendo
guaiti e lamenti e tengono la testa storta. Mentre un aiuto tiene saldamente il
cane occorre osservare attentamente tutto il padiglione auricolare al fine di
evidenziare la presenza di ferite, poi si osserva il condotto e se si riesce ad
individuare il corpo estraneo lo si afferra con l'aiuto di una pinzetta facendo
attenzione a non lasciar compiere movimenti bruschi al cane. Se la spiga è
situata profondamente nel condotto non si deve tentare di estrarla ad ogni costo
poiché si potrebbero causare delle lesioni al
timpano. In ogni caso dopo l'intervento ci si deve recare al più presto dal
veterinario.
COSA FARE SE PERDE
SANGUE DAL PADIGLIONE AURICOLARE?
Le lesioni possono essere superficiali o interessare anche la cartilagine
creando delle vere e proprie lacerazioni o addirittura distacchi di parti di
padiglione. Possono dar luogo a delle emorragie imponenti in quanto si tratta di
una zona molto vascolarizzata, inoltre l'animale per il disagio ed il dolore
tende a scuotere la testa impedendo la formazione del coagulo. Per arrestare la
fuoriuscita di sangue occorre premere con del cotone, meglio se emostatico, i
margini della ferita ed applicarvi sopra del ghiaccio Una volta fermata
l'emorragia si deve disinfettare la ferita con acqua ossigenata ed immobilizzare
il padiglione affinché l'animale non la riapra scuotendo le orecchie. (vedi foto
sotto)
COSA FARE SE
PERDE SANGUE DAL NASO?
La perdita di sangue dal naso (rinorragia) nel cane e nel gatto può essere
conseguente a corpi estranei, traumi, cadute da balconi o terrazze, a malattie
che coinvolgono le strutture interne delle cavità nasali (turbinati) o a difetti
dei processi coagulativi del sangue. Se l'emorragia è causata da un trauma
superficiale è sufficiente lavare la parte, applicare del ghiaccio ed in seguito
disinfettare con acqua ossigenata. Se non è visibile nessuna ferita esterna ed
il sangue proviene dall'interno della cavità nasale, bisogna applicare una borsa
del ghiaccio sulla canna nasale e se si ha a portata di mano un coagulante in
fiale, praticarne una per via sottocutanea e farne gocciolare un'altra
direttamente nelle narici, quindi, recarsi immediatamente dal veterinario.
COSA FARE
SE PERDE SANGUE DALLA BOCCA?
Nel cane e nel gatto le perdite di sangue dalla bocca avvengono in seguito a
traumi del cavo orale provocati da incidenti. Occorre osservare le labbra, il
vestibolo labiale, le gengive ed i denti rimuovendo con un getto d'acqua fredda
l'eventuale sangue presente. Per esplorare l'interno del cavo orale aprite la
bocca agendo con molta cautela poiché, se
l'animale ha subito un forte trauma, potrebbe esservi una frattura della
mandibola. Osservate il palato, in cui si riscontrano frequentemente fratture
longitudinali in gatti caduti dai balconi, e la lingua le cui ferite sono molto
sanguinanti. Le ferite sanguinanti del cavo orale vanno tamponate con cotone
imbevuto di acqua gelata e comprimendo delle compresse di cotone, possibilmente
emostatico, sulla parte. Se l'emorragia è imponente potete iniettare per via
sottocutanea un coagulante ed applicarne alcune gocce direttamente sulla ferita
mentre vi recate immediatamente dal veterinario.
COME
ESEGUIRE UNA FASCIATURA AD UNA ZAMPA?
Per prima cosa occorre coprire la ferita con la garza e poi fasciarla con la
benda facendo compiere a questa delle torsioni su se stessa ogni tre o quattro
giri in modo da rendere il bendaggio più saldo. Terminata la fasciatura si deve
applicare il cerotto in modo da circondarla lateralmente e dorso-ventralmente e
da ultimo superiormente al margine con il pelo. Per evitare che l'animale si
tolga la benda è possibile ricoprirla con una piccola calza o con una retina
estensibile che si può trovare in farmacia. (vedi foto sotto)
COME FASCIARE GLI ARTI?
La benda va avvolta attorno all'arto facendole compiere alcune torsioni su se
stessa per tenerla più fissa e coprendo una superficie più vasta rispetto a
quella della ferita. Terminata la fasciatura, per impedire che si muova, occorre
fissarla alle estremità con un cerotto posto a cavallo tra il bendaggio ed il
pelo. Ricoprire la fasciatura con le apposite retine elastiche reperibili in
farmacia. (vedi foto sotto)
COME FASCIARE UNA
SPALLA?
Dopo aver messo la garza sopra la ferita ed averla fissata con un cerotto, si
deve procedere alla fasciatura facendo compiere alla benda diversi giri attorno
al collo ed al torace, passando anche tra le zampe anteriori in modo da rendere
più saldo il bendaggio. Per fissarlo è opportuno tagliare longitudinalmente
nella parte centrale l'ultimo tratto della benda ed utilizzare i due lembi per
formare un nodo. (vedi foto sotto)
COME
FASCIARE UNA COSCIA O I GLUTEI?
In qualunque punto si trovi la ferita, occorre eseguire una fasciatura che
comprenda cosce, fianchi ed addome. Al termine si deve tagliare
longitudinalmente l'ultimo tratto di benda ed utilizzare i due lembi per formare
un nodo.
COME FASCIARE UN OCCHIO?
Applicate direttamente sull'occhio il tampone di garza sterile che va tenuta in
sede con una fasciatura che deve essere effettuata passando la benda attorno al
collo ed all'orecchio opposto. Ripetere la stessa operazione nella parte
controlaterale per assicurare maggior stabilità. (vedi foto sotto)
COME
IMPEDIRGLI DI MORDERE LA FASCIATURA?
Spesso cani e gatti non tollerano la presenza di fasciature e bendaggi e tentano
di toglierseli in tutti i modi. Si può intervenire con il collare elisabettiano
utilizzabile sia dal cane che dal gatto con disagi tutto sommato sopportabili
per la maggior parte dei soggetti. Si tratta di una specie di imbuto di plastica
che viene allacciato attorno al collo dell'animale in modo da contenere il collo
ed il muso all'interno della parte conica. Il loro utilizzo è da limitare alle
ore in cui l'animale non può essere tenuto sotto controllo. Questi
collari sono reperibili in varie dimensioni nei negozi specializzati in articoli
per animali.
(vedi foto sotto)
COME
DIAGNOSTICARE UNA FRATTURA?
Le fratture agli arti si verificano a seguito di incidenti o maltrattamenti. Il
cane o il gatto non riescono ne ad appoggiare l'arto fratturato che appare
inerte ed il più delle volte gonfio e deformato. Le fratture possono essere di
due tipi: "chiuse" o "aperte", nel primo caso la cute ed i tessuti al di sopra
dell'osso fratturato sono intatti, mentre nel secondo sono lacerati ed i due
monconi ossei appaiono all'esterno.
COME COMPORTARSI DI FRONTE A FRATTURE APERTE?
Non si devono assolutamente muovere i due monconi ma occorre limitarsi a pulire
la ferita con acqua ossigenata o acqua bollita e ricoprire l'arto con una garza
sterile o con un panno pulito senza tentare di immobilizzarlo e recarsi
immediatamente dal veterinario.
COSA FARE
DI FRONTE AD UNA FRATTURA?
In presenza di un arto fratturato l'intervento immediato ha lo scopo di
limitarne i movimenti in attesa di giungere dal veterinario. L'arto fratturato
va maneggiato con estrema delicatezza, senza sottoporlo a trazioni o torsioni, o
peggio tentare di rimettere in posizione corretta i monconi ossei. La parte lesa
va protetta con cotone, bende o giornali su cui è possibile appoggiare dei
supporti rigidi come stecche di legno o cartone che devono essere fissati con
del cerotto. (vedi foto sotto)
COME TRATTARE UNA FERITA DA
TAGLIO?
Le ferite alle zampe provocano emorragie piuttosto abbondanti poiché questa
regione è riccamente vascolarizzata. La prima cosa da fare è arrestare la
fuoriuscita di sangue: come laccio emostatico è possibile utilizzare un
fazzoletto, una cravatta o una cintura che vanno annodati attorno all'arto
dell'animale al di sopra della ferita. Va allentato ogni 5 minuti e non deve
essere lasciato per più di mezzora. Se non è possibile ricorrere subito
all'aiuto del veterinario occorre tagliare il pelo attorno alla ferita e
disinfettarla accuratamente con acqua ossigenata, quindi asciugarla ed
applicarvi una pomata antibiotica prima di bendarla. Terminate queste operazioni
si può togliere il laccio. Se l'emorragia si arresta e la ferita non è di grandi
dimensioni è sufficiente cambiare il bendaggio e rinnovare l'applicazione della
pomata tutti i giorni, altrimenti è fondamentale l'intervento del veterinario.
Le ferite presenti sul tronco vanno lavate, disinfettate con acqua ossigenata e
tamponate con ghiaccio per fermare l'emorragia. L'intervento del veterinario è
comunque indispensabile nel caso di ferite ampie che necessitano punti di
sutura.
COSA FARE
IN CASO DI FERITA DA MORSO?
Le ferite da morso sono frequenti nei cani e nei gatti in seguito a
colluttazioni. Se la ferita è di circa due centimetri di lunghezza e poco
profonda è sufficiente tagliare accuratamente il pelo ai margini della lesione
e, dopo aver disinfettato con acqua ossigenata, applicare una pomata antibiotica.
In questi casi una sutura non solo non è necessaria, ma è sconsigliabile poiché
non consente l'allontanamento di eventuali raccolte sierose, ematiche o
purulente. Nei giorni successivi si deve tenere pulita la parte mediante lavaggi
con acqua ed amuchina e schiacciare dolcemente la zona circostante per fare
fuoriuscire i liquidi che possono formarsi e ripetere l'applicazione della
pomata due volte al dì, somministrando, se vi è un interessamento dei tessuti
circostanti, degli antibiotici per via generale. Se la ferita è ampia e vi è uno
scollamento di una larga parte dei tessuti sottostante occorre lavare e
disinfettare la parte; se è il caso, limitare l'emorragia applicando compresse
di ghiaccio e cotone emostatico e ricorrere immediatamente all'intervento del
veterinario.
COSA
FARE IN CASO DI PUNTURA DI INSETTO?
Le punture d'insetto a volte causano nei cani e nei gatti una sintomatologia che
mette in grave allarme i proprietari. L'animale incomincia improvvisamente a
gemere ed a sfregarsi il muso, che nel giro di pochi minuti si gonfia a tal
punto da rendere l'animale irriconoscibile e da ridurre gli occhi a due sottili
fessure. Si tratta di attacchi allergici provocati dalle sostanze tossiche
prodotte da ragni, api e calabroni. In rari casi l'edema può estendersi alla
bocca, alla laringe ed alla faringe causando delle difficoltà respiratorie
a volte con conseguenze drammatiche. Se si riesce ad individuare il luogo
preciso della puntura occorre controllare che non vi sia rimasto infisso il
pungiglione, che di dovrà rimuovere con una pinzetta. Sul luogo della puntura
applicare del ghiaccio o compresse di acqua fredda. La terapia per via generale
è basata sulla somministrazione di cortisone per mezzo di un'iniezione
sottocutanea. In assenza di miglioramenti la terapia può essere ripetuta dopo
8-10 ore. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia scompare dopo 24 al
massimo 36 ore, in ogni caso è bene contattare contattare il veterinario.
AVVELENAMENTI
Gli avvelenamenti e le intossicazioni il più delle volte sono trattate dal
veterinario con terapie sintomatiche (cioè destinate a combattere i sintomi) e
con generiche terapie disintossicanti. Questo perché molte volte la sostanza
responsabile dell'avvelenamento rimane sconosciuta ed in altri casi non è
disponibile l'antidoto verso un determinato tossico.
COME AGIRE IN
CASO DI INGESTIONE DI SOSTANZE TOSSICHE?
Sia nel caso di ingestione di sostanze che di piante velenose possono comparire
le più disparate alterazioni a seconda dell'azione del principio tossico. I
sintomi più comuni sono:
- rifiuto assoluto del cibo, vomito e diarrea (a volte con sangue); possono
essere anche presenti: ecchimosi diffuse sul corpo (avvelenamento da topicidi
anticoagulanti) aumento della salivazione, tremori muscolari e convulsioni;
- in altri casi l'animale può apparire fortemente depresso o addirittura
incosciente, con le pupille dilatate ed avere una temperatura corporea al di
sotto della norma. Non ricorrete a rimedi casalinghi, come la somministrazione
di latte che in alcuni casi può peggiorare la situazione favorendo
l'assorbimento del tossico, o quello di indurre il vomito, che in caso di
ingestione di caustici può aumentare l'entità delle lesioni. Occorre comunque
recarsi con urgenza dal veterinario.
COME AGIRE IN CASO DI
CONTATTO CON UN SOATANZA TOSSICA?
Le sostanze tossiche possono, pur non essendo ingerite, espletare la loro azione
da contatto con il corpo dell'animale (cute, occhi, bocca). In questi casi è
fondamentale detergere accuratamente la zona colpita con acqua tiepida e sapone
neutro. Se risultasse impossibile la rimozione del prodotto (vernici, catrame)
non si deve ricorrere all'utilizzo di solventi, ma si taglia il pelo imbrattato.
La lesione deve essere medicata con una pomata antibiotica, coperta con una
garza e sottoposta ad un controllo dal veterinario.
COME CURARE USTIONI E SCOTTATURE?
Nei cani e nei gatti le ustioni possono essere causate da incidenti domestici:
contatto con acqua, caffé od olio bollenti e da eccessiva esposizione al calore
del phon dopo i lavaggi. Frequentemente nei gatti randagi, l'ustione è provocata
dal passaggio degli animali su parti surriscaldate delle automobili. La gravità
delle ustioni si valuta in base alla loro estensione e profondità. Nelle ustioni
superficiali il pelo appare bruciacchiato e la cute è arrossata e coperta di
vescicole (rigonfiamenti dell'epidermide pieni di liquido chiaro) a cui fanno
seguito delle croste. In questi casi è opportuno applicare immediatamente sulla
lesione dell'acqua fredda o delle compresse di ghiaccio per una ventina di
minuti ed in seguito applicare un'apposita pomata contro le bruciature. Le
ustioni profonde sono caratterizzate dalla sofferenza degli strati più profondi
della cute che appare erosa e di colorito nerastro o biancastro a causa della
morte dei tessuti. In questi casi occorre detergere la lesione usando abbondante
acqua fredda, spruzzata con siringhe, precedentemente bollita e ricoprirla con
garze sterili in attesa dell'assistenza veterinaria che va ricercata con la
massima urgenza.
COSA FARE SE HA
LE CONVULSIONI?
Le convulsioni nel cane e nel gatto sono causate da improvvisi e repentini
disturbi dell'attività cerebrale e si presentano con contrazioni e tremori che
interessano tutto il corpo. Durante gli attacchi convulsivi, che possono durare
da pochi secondi a qualche minuto, gli animali oltre ad essere incoscienti
possono perdere feci ed urina. Le crisi possono presentarsi una sola volta nella
vita o ripetersi con una frequenza variabile da poche volte l'anno a molte volte
in un giorno a seconda delle cause che possono essere molte: disturbi genetici,
metabolici, malattie infettive o congenite. La comparsa di un attacco convulsivo
rappresenta sempre un fatto drammatico per i proprietari che ne restano molto
impressionati. Occorre restare calmi poiché nella maggior parte dei casi la
crisi cessa spontaneamente. Si devono allontanare dall'animale tutti gli oggetti
che potrebbero ferirlo e coprirlo con una coperta evitando di fare rumore per
non aggravare il
suo stato psichico. Non bisogna scuoterlo, ma occorre parlargli a bassa voce con
dolcezza. La terapia degli attacchi convulsivi richiede sempre l'intervento del
veterinario, solo nei rari casi in cui la crisi non accenna a fermarsi ed il
medico non può intervenire prontamente è necessario praticare del sedativo per
via sottocutanea.
COSA FARE
IN CASO DI COLPO DI CALORE?
Nei cani e nei gatti i colpi di calore si verificano soprattutto quando vengono
lasciati in ambienti chiusi e poco ventilati come un'autovettura in sosta
durante le giornate estive o, per quanto riguarda i cani, quando vengono
sottoposti a sforzi eccessivi (corse dietro veicoli o biciclette) in giornate
particolarmente calde. I nostri animali non possono contrastare l'aumento della
temperatura corporea attraverso il sudore come fa l'uomo, l'unico mezzo a loro
disposizione è l'aumento della frequenza respiratoria che però in
molti casi non è sufficiente. Quando si trova chiuso all'interno dell'auto
incomincia ad avere caldo, si agita e si sente soffocare, le mucose paonazze,
gli occhi fuori dalle orbite, la lingua a penzoloni, il suo respiro sempre più
affannoso surriscalda l'aria nell'abitacolo e consuma l'ossigeno presente: la
morte è per asfissia. Occorre intervenire tempestivamente con impacchi di acqua
gelata sulla testa ed immergere tutto il suo corpo in acqua fredda per cercare
di riportare la temperatura a valori normali. Ci si deve recare immediatamente
dal veterinario e nel frattempo iniettare per via sottocutanea dei
corticosteroidi per
contrastare il collasso cardiocircolatorio. Un'importantissima raccomandazione
al fine di prevenire questi incidenti è quella di non lasciare mai gli animali
in macchina nei mesi caldi, o almeno parcheggiare all'ombra e con i finestrini
aperti non lasciandoli a lungo e di non sottoporli mai a sforzi eccessivi nelle
giornate estive.
COSA FARE IN
CASO DI CONGELAMENTO?
I cani ed i gatti essendo dotati di pelo, sono piuttosto resistenti alle basse
temperature. Se però sono bagnati si possono verificare dei danni all'organismo;
quindi le cadute in laghetti o stagni o le lunghe permanenze nella neve possono
essere pericolose per i nostri amici. La temperatura corporea si abbassa
pericolosamente e se non viene riportata a valori normali in breve tempo possono
essere compromesse le attività vitali con rischio di vita. Alcune aree del corpo
possono andare incontro a congelamento: le parti più colpite sono le orecchie,
la coda, gli arti e gli organi genitali in quanto sono meno protetti dal pelo
ed hanno un maggior scambio di calore con l'esterno. La zona colpita è
insensibile e può apparire di colorito scuro a causa della mancanza di
circolazione sanguigna e della morte dei tessuti. Si deve immediatamente
intervenire da una parte riscaldando l'organismo e dall'altra tentando di
ripristinare la circolazione nella zona colpita da congelamento. Si deve
trasportare l'animale in un ambiente caldo, avvolgerlo in una coperta e
riscaldarlo con delle borse dell'acqua calda. Se misurando la temperatura
rettale si dovesse osservate ipotermia (36-37 °C)
si deve immergere lo sfortunato amico in una vasca con acqua calda e poi
asciugarlo accuratamente con phon. Sulla parte congelata si deve applicare del
calore
umido, come ad esempio degli stracci inumiditi con del vapore. Si deve agire con
delicatezza senza sfregare i tessuti per non creare danni e non si deve
applicare alcun farmaco prima dell'arrivo del veterinario.
COSA FARE IN
CASO DI ANNEGAMENTO?
I casi di annegamento nei cani e nei gatti non sono molto frequenti , in quanto
sanno nuotare istintivamente. Può accadere però che un animale cadendo in acqua
subisca dei traumi che gli rendono impossibile il nuoto o, ancora, che non
riesca ad uscire dall'acqua e si sfinisca finendo con l'affogare, come accade a
quei soggetti che cadono nelle piscine o nei corsi d'acqua con forti correnti e
argini molto ripidi. La prima cosa da fare è quella di allontanare l'acqua
presente nei polmoni. Se si tratta di un gatto o di un cane di piccola taglia
l'ideale è metterlo a testa in giù sollevandolo per gli arti posteriori
comprimendo
con una mano il torace per 2-3 secondi più volte per facilitare la fuoriuscita
dell'acqua. Nei cani di grossa taglia deve essere effettuato lo stesso
massaggio, utilizzando entrambe le mani, mentre sono sdraiati su di un lato con
la testa tenuta più bassa del corpo. La ripresa della respirazione è segnalata
dalla comparsa dei movimenti respiratori e da colpi di tosse. Se non si
dovessero verificare occorre praticare la respirazione artificiale in attesa
dell'intervento del veterinario. (vedi foto sotto)
COSA FARE
IN CASO DI MORSO DI VIPERA?
Le vipere rappresentano un grave pericolo per i cani che quando hanno la fortuna
di poter girovagare per i boschi ficcano il muso negli anfratti e nei cespugli
dove questi rettili sono soliti nascondersi. Oltre che velenoso il morso della
vipera è molto doloroso: l'animale, se non muore sull'istante, incomincia a
gemere e guaire disperatamente. La gravità del morso dipende dalla sede colpita,
in cui la circolazione sanguigna può essere più o meno abbondante, dalla
quantità del veleno inoculato, dalla specie a cui appartiene la vipera, dalla
stagione, dall'ipersensibilità individuale al veleno e dall'età e dalla taglia
del cane. La zona colpita appare tumefatta, calda, dolente e visi possono
individuare due forellini lasciati dai denti del rettile, circondati da piccole
emorragie. Una volta individuata la sede del morso occorre agire tempestivamente
per impedire che il veleno si diffonda nell'organismo applicando un laccio di 5
centimetri sopra la ferita senza stringerlo molto per non fermare la
circolazione arteriosa e allentando ogni 5 minuti
circa. A questo punto si deve procedere ad allontanare la maggior quantità
possibile di veleno praticando, con molta cautela in modo da non ledere i grossi
vasi sanguigni, un
taglio a croce profondo 2-3 mm sulla ferita e schiacciando la parte con le dita
in modo da far sanguinare la ferita. In seguito la lesione va lavata e
disinfettata con abbondante acqua ossigenata. A questo punto , se lo si ha a
disposizione, occorre iniettare il siero antiofidico metà attorno alla ferita e,
dopo 10 minuti se non si sono verificate reazioni allergiche, l'altra metà per
via intramuscolare. Ora si può levare il laccio e praticare un'iniezione di
cortico-steroidi per via intramuscolare per combattere lo stato di shock. Il
cane va comunque trasportato dal veterinario al più presto.
COSA FARE IN CASO DI FOLGORAZIONE ELETTRICA?
La curiosità e la tendenza a rosicchiare tutto ciò che trovano, fanno si che i
cani ed i gatti, in particolare se cuccioli, corrano spesso il rischio di venire
a contatto con fili elettrici e prese di corrente che purtroppo non sempre sono
adeguatamente protetti. Nella maggior parte dei casi le lesioni sono localizzate
a livello del cavo orale e si presentano come ustioni, mentre gli effetti del
passaggio dell'elettricità nell'organismo si manifestano con shok, diminuzione
della pressione sanguigna, alterazione dell'attività cardiaca e perdita di
coscienza. Se uno dei nostri amici ha subito uno shok elettrico la situazione è
grave e occorre agire tempestivamente. La gravità dei sintomi generali dipende
dall'intensità e dalla durata della scossa: l'animale può presentare contrazioni
muscolari, convulsioni, fibrillazione cardiaca, edema polmonare e stato di
incoscienza. Se il soggetto non dà alcun segno di vita occorre praticare il
massaggio cardiaco e la respirazione artificiale in attesa dell'intervento del
veterinario. (vedi foto sopra)
COSA FARE IN CASO
DI INGESTIONE DI CORPI ESTRANEI?
I cuccioli sia di cane che di gatto hanno la tendenza a giocare con gli oggetti
più disparati E di ingerirli. I corpi appuntiti ( lische di pesce, ossa di pollo)
si possono conficcare nel palato, nella lingua o fra i denti, causando una
sintomatologia drammatica: l'animale porta le zampe anteriori verso il muso come
se tentasse di strappare qualche cosa alla bocca, ha conati di vomito e segni di
soffocamento. Con calma e cautela una persona afferra la testa dell'animale con
la mano sinistra, mentre con l'indice della mano destra abbassa la mandibola
inferiore. Un'altra persona individuato il corpo estraneo, può tentare di
estrarlo con una pinzetta. Se non si riesce a risolvere la situazione occorre
ricorrere prontamente all'aiuto del veterinario. I corpi estranei in molti casi
progrediscono lungo l'apparato digerente e si possono fermare nello stomaco o
nell'intestino. In questi casi la sintomatologia si instaura più lentamente ma
non per questo è meno grave: vomito irrefrenabile, in particolare dopo
assunzione di acqua, rifiuto del cibo, assenza di defecazione e profondo
abbattimento. Non si deve assolutamente tentare di indurre il vomito o
somministrare purganti nel tentativo di far espellere il corpo estraneo poiché
si potrebbero provocare gravissimi danni. Solo l'intervento del veterinario può
affrontare la situazione.
COSA FARE IN CASO DI LOCALIZZAZIONE DI UN CORPO ESTRANEO NELL'APPARATO
RESPIRATORIO?
Se un corpo estraneo si inserisce nella faringe o nella trachea l'animale è
agitato, ansima, tiene la testa estesa in avanti, perde abbondante saliva dalla
bocca e la lingua può apparire bluastra: la situazione è di grave emergenza e
bisogna gire con tempestività. Per prima cosa occorre spalancare la bocca
dell'animale afferrando con la mano sinistra la mandibola superiore mentre con
la destra si abbassa quella inferiore e, se è possibile individuare l'oggetto e
tentare di estrarlo. Se questo tentativo dovesse fallire occorre afferrare il
soggetto per gli arti posteriori e rivoltarlo con la testa verso il basso
scuotendolo energicamente e, se ciò non dovesse bastare, comprimendogli il
torace con le mani. Se si tratta di un cane di grosse dimensioni e proprio non
riuscite a sollevarlo è possibile sdraiarlo da un lato e comprimergli il torace
ritmicamente per favorire l'espulsione del corpo estraneo. In queste occasioni
ogni minuto è prezioso e bisogna agire nel modo più rapido e deciso possibile.
COSA FARE IN CASO
DI PROLASSO?
Nei cuccioli e nei gattini può verificarsi il prolasso del retto che può essere
di natura congenita o conseguente a gravi forme di diarrea. A livello
dell'apertura anale è possibile osservare un tratto di mucosa intestinale, di
varia lunghezza a seconda della gravità della lesione, che protende all'esterno.
In questi casi bisogna astenersi da qualunque intervento, ma coprire la parte
con una garza sterile e rivolgersi immediatamente al veterinario.
COSA
FARE IN CASO DI INCIDENTE STRADALE?
Quando un animale viene investito da un'auto la prima cosa da fare è quella di
provvedere a trasportarlo dal veterinario. Nel frattempo, senza perdere la calma
occorre constatare se il soggetto è ancora in vita e la gravità delle lesioni
riportate, controllando:
- l'attività respiratoria;
- il battito cardiaco;
- l'eventuale presenza di emorragie interne.
Se non dovessero essere presenti le funzioni vitali si può tentare di
rianimare il soggetto praticando la respirazione artificiale ed il massaggio
cardiaco nell'attesa dell'intervento del veterinario.
COME
TRASPORTARE UN ANIMALE FERITO?
Il corretto trasporto del ferito riveste una grande importanza in quanto dei
movimenti scorretti ed avventati potrebbero creare delle lesioni od aggravare
quelle già presenti. Il metodo migliore è quello di utilizzare una barella che
può essere costruita estemporaneamente utilizzando un tappeto, una giacca o un
golf. Il paziente va adagiato con ogni cautela, facendo soprattutto attenzione a
non far subire bruschi movimenti alla spina dorsale, sulla rudimentale barella
che deve essere sollevata da tutte e quattro le
estremità contemporaneamente. Un altro ottimo trasporto può essere costituito da
qualunque supporto rigido come un asse di legno o di cartone su cui far
scivolare lentamente l'animale. Se non si ha nulla a disposizione e non vi è
nessun aiuto occorre trasportare il ferito in braccio. Se è di piccola taglia
gli si deve porre un braccio attorno al collo e l'altro sotto il torace facendo
attenzione a non schiacciare le ferite (se la lesione fosse sul torace occorre
non comprimere quest'ultimo). I gatti devono essere avvolti in una
coperta o un asciugamano per evitare che si divincolino. Se si tratta di un cane
di grossa taglia l'ideale è cingerlo con le braccia, anteriormente all'altezza
delle scapole e
posteriormente attorno alle cosce.
QUANDO SI DEVE SOSPETTARE UN' EMORRAGIA INTERNA?
A seguito di incidenti stradali o cadute si possono verificare delle emorragie
interne che colpiscono gli organi o i vasi presenti nella cavità addominale o
toracica mettendo in grave pericolo la vita dell'animale.
I sintomi sono rappresentati da stato di incoscienza, polso debole, battito
cardiaco appena percettibile e mucose degli occhi e della bocca molto pallide.
In questi casi non tentate di fare nulla ma recatevi immediatamente nel più
vicino pronto soccorso.
COME VALUTARE IL
RESPIRO?
A seguito di un grave trauma è importante valutare le caratteristiche del
respiro: presenza o meno di movimenti respiratori, loro frequenza e tipo. Si
deve osservare la cassa toracica e controllare che si abbassi e si alzi con
regolarità e ritmo. Un respiro molto superficiale con movimenti del torace brevi
e veloci può indicare lesioni che provocano dolori a livello di apparato
respiratorio, mentre un esagerato coinvolgimento della muscolatura addominale
durante gli atti respiratori può indicare un'ernia diaframmatica o un versamento
di liquidi a livello polmonare.
COME PERCEPIRE IL
POLSO?
Nel cane e nel gatto il polso si percepisce sull'arteria femorale. Si devono
appoggiare il dito medio, l'indice e l'anulare della mano destra sul lato
interno della coscia circa all'altezza dell'inguine e si devono far scorrere
senza esercitare una forte pressione fino a che non si percepisce un
"cordoncino" che rappresenta l'arteria. (vedi foto sotto)
A questo punto ci si deve soffermare esercitando una pressione molto lieve fino
a che non si sentono le pulsazioni dell'arteria individuabili come delle
vibrazioni ritmiche.
COME
PERCEPIRE IL BATTITO CARDIACO?
L'arresto dell'attività cardiaca è un evento drammatico che si conclude
certamente con la morte dell'animale se non viene attuato un intervento
immediato che, benché effettuato in condizioni disperate, a volte riesce a
risollevare le sorti del paziente. A volte l'interruzione dei battiti cardiaci è
accompagnato da arresto del respiro, involontaria perdita di urina e feci e
dilatazione delle pupille: sintomi drammatici che preludono alla morte del
soggetto. Mettendo l'animale sdraiato su di un fianco il battito cardiaco può
essere percepito spostando in avanti l'arto anteriore ed appoggiando il palmo
della mano sul torace,
posteriormente al gomito.
COME PRATICARE LA RESPIRAZIONE ARTIFICIALE ED IL MASSAGGIO CARDIACO?
La respirazione artificiale rappresenta un tentativo estremo di salvare la vita
all'animale, quindi occorre agire con tempestività ma anche con calma e
decisione. Il soggetto deve essere sdraiato su di un fianco con la testa
leggermente estesa sul collo. L'aria deve essere immessa nelle vie nasali,
tenendo ben chiusa la bocca, oppure nel cavo orale tenendo chiuse le narici. Si
deve soffiare con una certa forza per 2-3 secondi osservando il sollevamento del
torace che va successivamente aiutato a svuotarsi comprimendolo dopo aver tolto
le mani dalle cavità nasali e dalla bocca. Si devono far compiere da 7 a 10 atti
respiratori al minuto fino a che la respirazione non riprende spontaneamente.
Quando il battito cardiaco non è percepibile e la funzionalità del cuore è
cessata occorre intervenire immediatamente con il massaggio cardiaco , che è
l'unico intervento che in situazioni estreme può salvare la vita dell'animale.
Con il soggetto sdraiato sul lato si deve appoggiare il palmo della mano (o di
tutte e due se si tratta di un animale di grande taglia, sul torace) subito
dietro al gomito esercitando una serie di 60 compressioni al
minuto. (vedi foto sotto).
Negli animali di taglia piccola, come gatti e cani nani la
compressione può essere effettuata mono manualmente afferrando il torace
all'altezza del cuore, dietro i gomiti, con una sola mano e comprimendo ritmicamente. Mentre si comprime si deve contare fino a 2 mentre solo fino ad 1
quando si rilascia. Spesso nei traumi molto gravi l'arresto cardiaco si
accompagna a quello respiratorio quindi il massaggio cardiaco va eseguito
unitamente alla respirazione artificiale eseguendo una respirazione circa ogni 5
compressioni di stimolazione cardiaca. Si tratta sempre di situazioni di grave
emergenza, quindi tutte queste operazioni vanno eseguite mentre ci si reca
urgentemente ad un pronto soccorso o dal veterinario.
Pubblicato da MysteryMoon alle 03:54 0 commenti
Etichette: sano e benvenuto
















