Ettore Leo Matangi Blog

giovedì 19 marzo 2009

LA BUONA EDUCAZIONE

QUALCHE CONSIGLIO PER EDUCARE IL CANE


Il cane è un animale da “branco”, pertanto vuole che gli siano imposte delle regole, cerca, all’interno del proprio “branco domestico”, le stesse norme che troverebbe in un contesto puramente “canino”. In parole povere, come il cane riesce a capire cosa vogliamo da lui, quindi un po’ si umanizza, così non possiamo pretendere che diventi completamente umano, ma dobbiamo un po’ “incanirci” anche noi.

- Da mille particolari il cane “percepisce” i vostri sentimenti nei suoi confronti: se volete che vi si affezioni (e solo così avrà il desiderio di accontentarvi) è fondamentale che voi siate affezionati a lui;

- Per fargli capire che cosa desiderate, cercate prima di “mettervi nei suoi panni”: il vostro linguaggio non è il suo (pensate se foste voi a dover capire cosa vuole dire il cane quando abbaia);

- Non siate mai violenti: rischiereste di creare un animale pauroso, diffidente o persino ostile;

- Non vi precipitate a rispondere al citofono o al telefono, e poi pretendete che il cane non abbai quando qualcuno suona alla porta o telefona, con il vostro comportamento avete dimostrato di allarmarvi quando si ode quel suono, il cane reagisce abbaiando in segno di difesa verso il proprio branco;

- Pretendete di entrare o uscire dalle porte o dall’ascensore sempre prima del cane, in questo modo egli non si sentirà in diritto di avanzare pretese sulla “gestione del branco”;

- Ogni tanto dategli dei comandi chiari (tipo: “Seduto, Sdraiato, Qui, ecc.), il cane si sentirà gratificato ad obbedirvi, ricambiate questo suo comportamento con una carezza o con un pezzettino di cibo;

- Abituatelo, per strada, a camminare sempre dallo stesso lato, non cambiate il guinzaglio di mano e, se tira, strattonatelo dicendogli "Al passo", per abituarlo a camminarvi al fianco;

- E’ meglio che l’educazione venga impartita sempre dalla stessa persona;

- L’istruttore” deve essere fermo e sicuro, ma anche calmo e paziente, soprattutto non deve cedere dopo i primi tentativi;

- Non pretendete da un cane più di ciò che egli possa dare; otterreste solo di confonderlo e avvilirlo;

- Gli ordini devono essere brevi, chiari e sempre uguali;

- E’ meglio ricorrere alle ricompense (un elogio, una carezza, un pezzetto di cibo) che non alle punizioni: la punizione leggera (di quella “pesante” si è detto) viene dimenticata presto, mentre la ricompensa è qualcosa che il cane cercherà in tutti i modi di veder rinnovata;

- Se la punizione va data, deve essere contemporanea o immediatamente successiva all’errore commesso (se, ad esempio, il vostro cane scappa e, al suo ritorno, lo rimproverate, esso potrà collegare tale rimprovero col fatto di essere tornato a casa!);

- La “punizione” più efficace consiste nell’afferrare lo sventurato per la collottola e nello scuoterlo (delicatamente!) mentre si pronuncia un secco «No!»;

- Non lasciategli prendere cattive abitudini, siate sempre coerenti e non transigete eccezioni; così, se non volete che il cane vi salti addosso quando avete il “vestito da festa”, evitate che lo faccia anche quando siete in “tenuta da lavoro”: il cane, per fortuna, non è in grado di fare certe distinzioni;

- Fin dal momento del suo arrivo è bene che il cane sappia qual è il posto riservatogli per dormire;

- Scegliete per il vostro amico un nome breve che non possa essere confuso con nomi simili appartenenti al linguaggio di uso comune;

- Portatelo periodicamente dal veterinario per un controllo generale, oltre a un esame delle feci (spesso il cattivo stato di salute o un alterato comportamento possono essere determinati dalla presenza di parassiti intestinali);

- Fatelo mangiare sempre nello stesso luogo, nella stessa ciotola e, possibilmente, alla stessa ora;

- Se dovete cambiare il regime alimentare del vostro cane, fatelo con gradualità;

- Non lasciate la scodella con il cibo a disposizione dell’animale per un tempo maggiore del necessario; soprattutto, stabilita con il veterinario la giusta alimentazione, non cedete a eventuali schizzinosità: togliete la ciotola e riproponetegliela la volta successiva. Se il cane non è ammalato, avrete il piacere di vederlo mangiare la pappa con soddisfazione;

- Continuare a rimpinzare di dolciumi e leccornie il vostro pupillo non è fare il suo bene;

- Se riempite di vizi il cucciolo perché vi fa tenerezza, non pretendete poi che li perda divenendo adulto;

- Prima di iniziare a educare il cane. soprattutto se adulto, siate ben certi che si sia integrato nel nuovo ambiente e che si sia affezionato;

- Se affidate temporaneamente il cane ad altri, date precise istruzioni affinché le abitudini dell’animale cambino il meno possibile;

- Non pretendete d’imporre una disciplina rigida prima che l’animale sia stato completamente svezzato, raggiungendo l’indipendenza dalla madre (circa 4 mesi): rischiereste di creare paura e insicurezza;

- Quando il vostro amico compie degli sforzi per accontentarvi, non sgridatelo se non riesce a eseguire al meglio ciò che voi vorreste da lui;

- Se durante un qualunque addestramento, vi accorgete di perdere la pazienza, smettete subito l’esercizio: il cane percepirebbe immediatamente il vostro nervosismo e non fareste che peggiorare la situazione;

- Nonostante le apparenze, l’animale che morde lo fa spesso perché e insicuro e cerca di difendersi, se non volete, dunque, che divenga pauroso evitate di ricorrere alla violenza;

- Non temiate che un equilibrato numero di divieti possa risultare oppressivo per il vostro animale: egli vede in voi il suo “capo branco”, del quale avere rispetto e in cui poter nutrire fiducia; creandogli qualche ‘‘tabù’’, gli date la tranquillità di fare delle cose giuste quando non lo rimproverate;

- Se non volete che ilcane entri in un locale, non permettetegli di farlo neppure una volta; la sua predisposizione a una chiara delimitazione dei limiti territoriali ne uscirebbe confusa;

- Quando il fedele amico diverrà vecchio e inizierà ad avere delle inevitabili difficoltà a soddisfare i vostri desideri, sappiate moltiplicare la vostra pazienza; sarà giunto il momento di contraccambiare, almeno in parte, tutte le stranezze che lo avete costretto a sopportare nel corso della sua breve, devota esistenza.

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